Pubblicato da: Prof.ssa Daniela Della Longa amministratore | dicembre 17, 2017

Progetto: “Leggere danneggia seriamente la tua ignoranza”: scritto da V. M. classe 1L T. P.

“Leggere danneggia seriamente la tua ignoranza”

 

lezione in libreria

Mercoledì 6 dicembre 2017 la classe 1 L, del tempo prolungato, ha partecipato al primo incontro del progetto “Leggere danneggia seriamente la tua ignoranza” presso la libreria ”Il Pellicano”.  Nella prima parte dell’ incontro l’insegnante ha letto il primo e il ventunesimo capitolo del “Piccolo Principe”di Antoine de Saint-Exupéry e dopo i ragazzi hanno fatto una riflessione riportando alcune frasi molto significative del testo, come ad esempio “L’essenziale è invisibile agli occhi”o ”Gli adulti hanno sempre bisogno di spiegazioni perché non hanno immaginazione come i bambini”. Nella seconda parte il Sig. Dante, il proprietario della libreria, ha illustrato ai ragazzi diversi generi letterari adatti a loro, così hanno avuto la possibilità di comprare un libro che hanno utilizzato o come loro lettura personale o come regalo per Natale. Questo progetto è molto interessante perché avvicina i giovani di oggi alla lettura; aiutandoli a sviluppare l’ immaginazione che, purtroppo, non possono curare impossibilitati dalla vita frenetica.

Scritto da V. M. classe 1 L T.P.

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Pubblicato da: Prof.ssa Daniela Della Longa amministratore | settembre 2, 2016

Corriere della scuola

Rivista Scolastica on line a cura della Scuola Secondaria di 1° grado
“I.C. Via Ormea”

 

Anno Scolastico 2015/2016 – Prodotto nel mese di Aprile 2016
Direttore Responsabile: Prof.ssa Gaetana Maria Mainenti
Direttore Editoriale: Scuola “ I.C. Via Ormea ”
Redazione Scolastica: Sara / Alice / Giulia /Giorgia /Cristian /Lorenzo /Barbara / Arianna / Chiara / Valentina / Martina / Martina /Sara / Leonardo /Alessio / Alessandro / Manolo
corriere-della-scuola-secondaria

Corriere della scuola-clicca sull’immagine per visualizzare la rivista

Pubblicato da: Prof.ssa Daniela Della Longa amministratore | ottobre 29, 2014

La scelta: scritto da F. C. classe 3 F

La scelta

 

angelo custode

Da giovane non sono mai stata una ragazza decisa. Facevo sempre quello che facevano gli altri, quello che pensavano gli altri o quello che gli altri pensavano che avrei dovuto fare.
Insomma dire che mi facevo condizionare facilmente è poco, mi facevo condizionare e basta, sempre.
Così in terza media, arrivato il momento della fatidica decisione sull’indirizzo da intraprendere alle superiori, non aspettavo altro che la mia amica, Sara, si decidesse su cosa fare, così avrei potuto fare lo stesso.
In realtà ce lo avevo un sogno, fin da piccola, mentre tutte le altre bambine volevano diventare ballerine o cantanti, io immaginavo di diventare un grande medico.
Ma non avevo mai fatto una scelta, seppur banale, completamente da sola, e proprio ora non me la sentivo di prenderne una così importante.
Un giorno mentre stavo tornando da scuola in autobus con Sara, lei mi disse: “È un po’ di giorni che ci penso, non sarebbe fortissimo andare al liceo linguistico? Sai, sapere bene l’inglese e poi magari diventare una traduttrice importante… come quella là che stava al programma che stavamo vedendo l’ altra sera che traduceva le cose a quell’attore famoso. Bello no? “
In tutta la mia vita non avevo mai pensato minimamente di poter diventare una traduttrice, ma gli risposi così: “ Si, sarebbe fantastico, anche a me piacerebbe fare il liceo linguistico, e poi così almeno possiamo andarci insieme…”
Prima che Sara potesse rispondermi si girò verso di noi una donna bellissima, sui trent’anni, con dei lunghi capelli rossi che le ricadevano ad onde sulle spalle e dei meravigliosi e penetranti occhi verdi. Non so dire il motivo ma la vista di quella donna mi turbò molto.
“È arrivato anche per voi il momento di decidere che scuola fare eh. Quando avevo la vostra età avevo un sogno, ed ero ben decisa a prendere un determinato indirizzo, ma alla fine per seguire un’amica ne presi uno completamente diverso che a dir la verità non mi piaceva affatto. Ed ora eccomi qua che faccio la domestica. È sempre un mestiere, ma non era quello che volevo fare io. Ricordate ragazze “una scelta può cambiare il vostro destino.” La trovai una frase veramente esagerata per quello di cui stavamo parlando ma mi turbò ancora di più.
Il tempo di guardarmi un attimo con la mia amica e la donna era scomparsa.
Allora Sara cominciò: “È stata veloce a scendere eh? Che tipa strana… hai sentito cosa ha detto?! Ma poi dico io ti puoi intromettere così nei discorsi altri? ” Sembrava quasi infastidita che quello che aveva detto la donna potesse servire a farmi cambiare idea sulla scelta del liceo e che quindi non sarei più andata con lei al linguistico.
Ma non era così, è vero quell’incontro mi aveva davvero tubata, ma se Sara aveva deciso di andare al linguistico ci sarei andata anche io.
Solo che poi cominciai a vederla, si la donna cominciai a vederla dappertutto. Era diventata un incubo, la vedevo nella gente per strada, nei miei amici, nei miei sogni che continuava a ripetermi “ ricorda una scelta può cambiare il tuo destino”. Una volta, mentre facevo i compiti me la ritrovai dentro la stanza, l’immagine era così vivida che pensai ci fosse davvero e mi spaventai a morte. Comunque non ne parlai con nessuno e il giorno dopo andai con Sara e i miei genitori ad iscrivermi ad un liceo linguistico vicino casa. Quella sera, invece di sognare la donna che mi ripeteva sempre la stessa frase, sognai che veniva investita. Da quel momento non la vidi più e cominciai a rivivere normalmente.
Insieme a Sara studiai lingue, che però non erano il mio forte e a differenza sua non sono diventata traduttrice, ma una cameriera in un ristorante.
Due mesi fa però, mi è successa una cosa strana.
Stavo all’ospedale in attesa, solo per delle visite di controllo, quando ad un certo punto mi sono passate davanti velocissime due infermiere che trasportavano una barella con sopra una donna in condizioni non proprio gravissime. A guardarla bene mi si raggelò il sangue, era la stessa donna che avevo incontrato sull’autobus 15 anni prima. La cosa strana era che non era cambiata di un millimetro rispetto a quando l’avevo vista per la prima volta, era esattamente uguale.
Il giorno seguente ritornai all’ospedale e chiesi informazioni sulla donna ad una delle infermiere che aveva trasportato la barella. Mi disse che era morta. Le chiesi il motivo.
“Signora mi sembra di averle già detto abbastanza. Nemmeno avrei potuto.”
“La prego devo sapere. Non mi sembra che fosse così grave, come mai non ce l’ha fatta?”
“Non era grave ma aveva bisogno di un intervento che si sarebbe dovuto fare al più presto. Ma non c’era il medico, non si trovava da nessuna parte e tuttora non lo troviamo. È scomparso.”
“Ma come sarebbe a dire era scomparso il medico? Non c’erano altre persone competenti?!”
L’infermiera mi guardò con uno sguardo severo come per dire: “Hai già chiesto troppo”. Me ne andai.
Da quella volta non esco più di casa, la notte non riesco a dormire.
Ho provato a convincermi che fossero tutte coincidenze. Si, io avevo fatto un sogno in cui la donna veniva investita, ma magari non era stata nemmeno investita. Forse ero soltanto io che l’avevo vista uguale a 15 anni fa, ma sicuramente non era così, non l’avevo nemmeno guardata bene…
Ma il fatto che il medico non c’era… io non riesco a capacitarmi… forse ci sarei dovuta essere io lì ad operarla…

Scritto da F. C.  classe 3 F

Pubblicato da: Prof.ssa Daniela Della Longa amministratore | giugno 9, 2014

Il progetto: “Il Nostro Bosco”. Scritto dal prof. Marcello Becchetti

“Il Nostro Bosco”

 

progetto-nostro-bosco

Il progetto “Il Nostro Bosco”, pubblicato, in parte, nella documentazione del Blog della scuola, https://gverdi.wordpress.com/, si è concluso. Vi hanno partecipato le due classi a tempo pieno 2L e 3 L seguite dai loro Docenti e dal dott. Giuseppe Pignatti, ricercatore del CRA, Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura, sito a Casalotti in v. della Quistione, 27.

appezzamento di terra dove lavorano i Ricercatori del CRA, si estende per 77 ettari e fa parte del Parco della Cellulosa. Le novanta querce messe a dimora tra novembre e gennaio, in radure prive di alberi, godono di ottima salute e le 240 ghiande, seminate in appositi vasetti e ricoverati in serra, hanno dato vita a piantine di quercia alte più di venti centimetri. Il prossimo anno potranno essere piantate in piena terra.

Gli Studenti hanno lavorato di braccia e di testa. Hanno imparato come si piantano gli alberi, come si riconoscono alcune specie, come si curano. Hanno incontrato animali come il rospo, il lombrico, la scolopendra, il timarca e tanti uccelli. Hanno sentito parlare della storia forestale italiana, delle attività, soprattutto agricole, del passato e presenti ancora oggi nella zona di Casalotti. Hanno ascoltato argomenti sul disboscamento, sull’inquinamento e sul ripristino ambientale soprattutto nei grandi complessi urbani. Bellissimo il pannello in legno preparato dai ragazzi e posizionato nella zona dove è sorto Il Nostro Bosco.

Le attività si sono concluse con una visita alla sede della RAI di Saxa Rubra, il 29 maggio, quando hanno partecipato al TG Gulp per presentare il servizio sul loro lavoro e sul progetto. Per rivedere il TG del 29 maggio basta andare all’indirizzo:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-fe8b9abb-ebe9-44f9-9544-8fedfedfd512-raigulp.html

 

Pubblicato da: Prof.ssa Daniela Della Longa amministratore | febbraio 14, 2014

“E, finalmente, suonò la ricreazione!” . scritto dal prof. Angelo Mattiello

book

“E, finalmente, suonò la ricreazione!” è un libro scritto insieme ad i miei alunni di scuola media. È il diario delle vicende di una classe in un intero anno scolastico, raccontate attraverso la voce dei ragazzi. Ho raccolto tutti i loro testi, inviati al mio indirizzo di posta elettronica, ed è nato questo testo. Ne emerge uno “spaccato” della scuola italiana di oggi, vista attraverso la lente dei suoi protagonisti principali:gli studenti.

Per saperne di più, o acquistarlo, basta collegarsi al link ilmiolibro.it, http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1045101 .

Prof. Angelo Mattiello.

 

Pubblicato da: Prof.ssa Daniela Della Longa amministratore | dicembre 17, 2013

Il nostro bosco: scritto da M. D. M., C. D. S., S. C. della classe 3L T. P.

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Le classi 2a L e 3a L, a tempo prolungato, dell’I. C. “Via Ormea”, hanno aderito al progetto ‘’ Il Nostro Bosco’’ proposto dal prof. Becchetti, docente di Matematica e Scienze e realizzato in collaborazione con il dott. Giuseppe Pignatti ricercatore del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in agricoltura (CRA). Il progetto prevede il rimboschimento di una zona dell’Azienda Ovile in via valle della Quistione nel quartiere Casalotti. La prima uscita è avvenuta il 23 ottobre nella quale il dott. Pignatti ha illustrato ai ragazzi cosa avrebbero dovuto fare nelle giornate successive.

Divisi in 3 gruppi, gli Studenti hanno misurato la zona dove avrebbero messo a dimora ghiande e giovani piantine di sughera, leccio e roverella. Ogni gruppo ha prodotto una mappa della propria zona.

Il 30 ottobre, tornati all’Azienda Ovile, i giovani “lavoratori” hanno raggiunto l’area che la volta precedente avevano misurato. Mentre alcuni cominciavano a fare le prime buche, altri realizzavano le mappe nelle quali venivano indicate la posizione e l’altezza di ogni singola pianta, mentre altri ancora scattavano foto e prendevano appunti su osservazioni fatte dai Docenti.

Il 6 novembre, il dott. Pignatti, prima di cominciare a lavorare, ha fatto una breve lezione sui boschi, sulle caratteristiche delle piante della macchia mediterranea e di come riconoscerle. I 3 gruppi si sono, poi, divisi ed hanno cominciato a prendere le misure per preparare le piazzole e seminare. Ogni ragazzo ha messo a dimora 2 o 3 ghiande in ogni buchetta fatta, e annotato la loro posizione sulla mappa.

L’ultima uscita è stata il 14 novembre; i ragazzi sono stati accompagnati dal dott. Pignatti in una serra dell’azienda e, dopo essere stati preparati sul da farsi, hanno seminato ghiande di roverella, sughera e leccio su vasetti appositamente preparati. In primavera le 2 classi torneranno all’Azienda ovile per verificare il risultato del lavoro svolto e osservare così la crescita degli alberi messi a dimora e delle piantine nate dalle ghiande seminate. Chissà se da ghiande più lunghe nasceranno piantine più alte? E se le ghiande più larghe produrranno piante più robuste? Verranno fatte sicuramente rappresentazioni grafiche.

L’Azienda Ovile con questo progetto, dopo venti anni, ha nuovamente dato alle scuole la possibilità di visitare un polmone verde particolarmente interessante e prezioso soprattutto per la realtà di Casalotti quartiere periferico densamente popolato e costantemente frequentato, purtroppo, da tanti motori a scoppio.

Scritto da M. D. M., C. D. S., S. C. della classe 3L  T. P.

Il Nostro Bosco: documentazione del progetto

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Pubblicato da: Prof.ssa Daniela Della Longa amministratore | ottobre 25, 2013

Diario dei primi giorni di scuola. Scritto da F.C. classe 2F

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Martedì 10 settembre 2013 

Caro diario, come sono felice di riscriverti! Anche perchè questa estate non ho mai avuto tempo di raccontarti le mie vacanze. Ok non è vero, ti ho dimenticato a casa, però adesso non è il momento di descriverti quello che ho fatto in questi mesi. E lo sai perchè? Ovvio, oggi è stato il mio primo giorno scuola di seconda media. A differenza dell’anno scorso che ero pietrificata dalla paura, la mattina, quando mi sono dovuta alzare, dalla faccia sembravo più che altro l’urlo di Munch. Non perché non volessi andare a scuola,è soltanto che mi ero talmente abituata ad alzarmi tardi tutte le mattine che svegliarmi alle 8.00 è stato uno shock. Comunque già dopo pochi minuti ero euforica perchè non vedevo l’ora di incontrare i miei amici e i professori. Fatto sta, che strano a dirsi, arrivata a scuola, già con alcune mie amiche, mi è sembrato di ritornare il lunedì mattina dopo un lungo week-end. Si, tutto normale, in senso buono, però, insomma è stato un ritorno molto tranquillo. In prima ora abbiamo avuto un Professor M. molto sorridente che, dopo averci chiesto come erano andate le vacanze, ci ha letto il nuovo regolamento della scuola. In seconda abbiamo conosciuto la nuova professoressa di inglese che si chiama A.P.. In terza matematica con la professoressa D. S.. Più che di numeri, anche con lei abbiamo parlato di questa estate. Per oggi penso che basti no? Anche perchè mia madre mi ha già chiamato tre volte perchè è pronta la cena.

Mercoledì 11 settembre 2013 

Caro diario, oggi il risveglio è stato molto più piacevole, per lo meno era sparito l’urlo dalla mia faccia. In prima ora a scuola via libri e quaderni e fuori matite colorate e pennarelli! Con arte abbiamo cominciato a coppie il logo per la classe. Anche in seconda ora la professoressa M. ci ha lasciato continuare il logo e alla fine dell’ora io e L. lo avevamo quasi finito. Non vorrei essere modesta ma credo che sia venuto decisamente bene. Non ho detto che sia il più bello, ma ci siamo impegnate molto. In terza ora matematica. Adesso ti devo lasciare perchè sto combinando un macello con i libri. Ho preparato le materie per venerdì, invece che per domani e adesso devo rifare tutto da capo. Ciao.

Giovedì 12 settembre 2013 

Hello diary! Oggi ho avuto modo di conoscere meglio la mia professoressa di inglese, ma prima ho ripassato un po’ le frazioni con la professoressa di matematica. E infine abbiamo corretto il libro delle vacanze di spagnolo con professoressa V.. Non so perchè ma sono molto felice, anche i professori lo sembrano. Forse è perchè c’è già aria di autunno, di foglie secche e di castagne. Mmh, che buone!

Venerdì 13 settembre 2013 

Oggi è venerdì 13. Ma io non credo alle superstizioni e infatti oggi è stato un giorno tutt’altro che brutto. In prima ora abbiamo avuto subito fisica, e ci siamo potuti sfogare un po’. Ho anche rivisto la professoressa L., di religione. Ma oggi voglio parlarti di una cosa diversa: questi giorni sono stata talmente presa dal raccontarti delle materie e dei professori, che non ti ho scritto dei compagni. Ci sono due ragazzi nuovi, C. e F.. La cosa bella è che si sono ambientati subito e che adesso sembra che siano stati con noi anche l’anno scorso. Spero che anche per loro sembri così, e che si trovino bene. Ciao, ciao!

Sabato 14 settembre 2013 

Ti rendi conto che è già una settimana che faccio la seconda media? I giorni sono volati, ma il mio entusiasmo è rimasto uguale. Oggi abbiamo fatto matematica, arte e spagnolo. Ad arte io e L. abbiamo finalmente finito il logo. È una tavolozza, tutta macchiata di colore, e vicino c’è un tubetto di tempera e un pennello che scrive : ” La 2 F siamo e le giornate coloriamo! ” Ed è proprio vero, noi le giornate cerchiamo sempre di colorarle di allegria. Ora ti saluto perché, pensa un po’, per lunedì il professor M. ci ha dato da fare un compito dove dobbiamo scrivere, in forma di diario, i nostri primi giorni di scuola. Mi metto subito all’opera. Ciao, F..

Scritto da F.C. classe 2F

Pubblicato da: Prof.ssa Daniela Della Longa amministratore | ottobre 3, 2013

“Puliamo il mondo” iniziativa con Legambiente: scritto da G. Z. ,T. P. classe 2F

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28/09/2013

Caro diario,

oggi è stato un giorno particolare, come prima cosa, anche se era sabato, io sono andata a scuola e questo non è molto normale. Siamo andati a scuola di sabato perché abbiamo detto di sì all’iniziativa “Puliamo il mondo” con Legambiente, questa iniziativa è partita nel 1989 in Australia per continuarla ci siamo andati tutti, anche la sede di via Ormea.

Appena arrivati in classe prima di fare l’appello abbiamo aspettato un po’ ma siamo rimasti in pochi solo in diciannove, nella prima ora il professor Mattiello ci ha dato un fascicolo dell’AMA molto interessante che ce lo siamo tenuti tutti, poi il Mattiello ci ha dato l’occorrente per pulire.

La prima ora è passata velocissima, come questa anche tutte le altre. In seconda ora io, F. C. e A. siamo andate a togliere le scritte nei bagni all’inizio con la gomma ma poi abbiamo capito che con la carta vetrata era più facile, dopo si sono aggiunte quasi tutte le altre, alla fine dell’ora eravamo completamente bianche: piene di polvere. In terza ora abbiamo pulito il giardino con il professor Preti che poi ci ha fatto abbellire il cortile anche in quarta visto che avevamo buco.

In quinta ora con il professor Mattiello abbiamo visto un film: “L’uomo che piantava gli alberi” un film di media bellezza perché era disegnato un po’ male o perché è vecchio oppure per un altro motivo che non so. Dopo aver visto il film il professore ha detto:

“Prendete il diario e scrivete per mercoledì 2  “Tema: oggi 28 settembre è stato un giorno molto particolare” (se volete in forma di diario).
Io l’ho subito cominciato in classe e quindi sono avvantaggiata.
Ora ti saluto amico mio vado a nanna, buona notte a domani

Scritto da G. Z. classe 2F

CARO DIARIO, OGGI E’ STATA UNA GIORNATA PARTICOLARE

Caro diario, come stai? Io sto bene; oggi a scuola ci siamo divertiti un mondo perché abbiamo ripulito la scuola, l’aula ed il giardino. Siamo arrivati la mattina con lo zaino mezzo vuoto e, una volta posato lo zaino in classe, abbiamo messo a posto gli armadietti, togliendo tutta la sporcizia. Una volta finito siamo passati a togliere le scritte sui muri dei bagni ed a lavare il pavimento.

Eravamo così presi a pulire che non ci eravamo resi conto della polvere che si stava formando nella sala infatti la prof ci ha fatto uscire, ci siamo dati una rinfrescata ed abbiamo fatto risplendere i corridoi. Suonata la campanella siamo tornati in classe a far merenda ed a riposarci. Nell’ora successiva ci siamo dati da fare in palestra occupandoci soprattutto del bagno, che era pieno di scritte. Successivamente ci siamo dedicati al giardino, era pieno di erbacce e foglie secche ed allora abbiamo iniziato a pulire, mentre alcune femmine se ne stavano in disparte a chiacchierare tranquille.

Nel frattempo Mattia, Gabriele ed io abbiamo riempito tre sacchi con gli aghi di pino. Purtroppo abbiamo avuto solo quattro ore per pulire perché alla quinta abbiamo visto il film “L’ uomo che piantava gli alberi”; a me non è piaciuto molto, avrei preferito pulire anche alla quinta ora, ma il prof preferiva farci vedere la pellicola cinematografica.

Questo è quello che abbiamo fatto oggi, mi sono divertito molto, ma ora devo andare. Ciao!!!

Scritto da T. classe 2F  

biblioteca

Primo premio al miglior elaborato delle classi seconde che hanno partecipato al progetto “Premio letterario Biblioteca Gloria Rosatelli”: “Nel libro Zanna Bianca il protagonista vede il mondo degli uomini ostile e violento. Se tu fossi Zanna Bianca come ti rapporteresti con il mondo di oggi?”

Nel libro Zanna Bianca il protagonista si trova ad affrontare diverse e pericolose situazioni nel corso della sua vita. All’inizio la sua esperienza negativa nel rapporto con gli uomini segna profondamente il suo carattere, tant’è che il povero lupo diventa cupo e solitario. Trovatosi, poi, in una situazione disperata, dove anche l’ ultimo barlume di speranza sembra essersi spento , un sentimento fortissimo, il più forte di tutti, l’amore, lo cambia completamente e lo porta ad andare avanti.

Fin da piccolo Zanna Bianca è costretto a vivere a contatto con gli uomini, li vede come dei, creatori ed esecutori di leggi che impongono la loro forza sul creato con il potere delle cose morte.

E’ proprio con questi uomini, imprevedibili, che spesso si vengono a creare circostanze pericolose in cui Zanna Bianca è costretto a rinunciare al proprio obiettivo e ad adattarsi alle nuove situazioni. Questi dei non sono tutti uguali, alcuni sono davvero terribili con Zanna Bianca e modificano profondamente e negativamente il suo carattere, trasformandolo in un’ indomabile macchina da guerra. Il suo cuore pieno di rabbia e i suoi occhi intelligenti un giorno, però, incontreranno quelli di una persona che lo cambierà per sempre: il suo “padrone per amore”.

E’ stato facile immedesimarsi nel personaggio di Zanna Bianca o immaginare i luoghi e le persone che man mano incontra nella sua vita, grazie alle brillanti e dettagliate descrizioni di Jack London per cui il lettore si sente partecipe della vicenda e quasi riesce a sentire il vento freddo del nord e il sangue caldo delle prede di Zanna Bianca scendergli in gola.

Sotto certi aspetti, fare un rapporto con il mondo di oggi è stato semplice, poiché anche nella società odierna è molto difficile far valere le proprie idee e portare avanti i propri ideali : crea sicuramente meno problemi adeguarsi al parere della maggioranza, talvolta soffocando per questo i propri principi e valori. Spesso noi ragazzi ci omologhiamo a dei modelli o a dei comportamenti che giungono a noi attraverso i vari mezzi di comunicazione. Per esempio tutti i ragazzi vogliono fare i calciatori e tutte le ragazze le veline, credendo nel facile raggiungimento del successo con poco impegno. In molti casi bisogna adattarsi alle situazioni per sopravvivere . L’ errore che però non bisogna commettere è che non si deve cambiare radicalmente il proprio carattere e il proprio modo di essere , ma bisogna rimanere sempre se stessi. Il mondo di oggi, come quello di Zanna Bianca , è crudele e spietato e lascia spazio solo a pochi per esprimere le proprie opinioni e realizzare i propri sogni. La vita offre diverse possibilità e sta a noi afferrarne solo il meglio per sfruttare a nostro vantaggio tutto quello che si può imparare da un’ esperienza, sia piacevole che triste. Quindi bisogna sempre tenere a mente che in qualsiasi situazione non si deve mai mollare, ma tenere duro e lottare. Come a Zanna Bianca, che pur avendo conosciuto la crudeltà degli uomini non l’ha generalizzata e ha continuato a fidarsi degli dei, anche a me è capitato di ricevere una delusione da parte di un “amico” che proprio nel momento del bisogno, mi ha abbandonato, deludendo tutte le mie aspettative sul nostro rapporto di amicizia. Eravamo stati amici sin dal primo giorno della scuola dell’infanzia e anche alle elementari siamo capitati nella stessa classe. Giocavamo sempre insieme e ci difendevamo a vicenda. Un giorno, però, accadde che io presi un brutto voto e di conseguenza mi intristii molto. Proprio in quel momento in cui sentivo il bisogno di una parola di conforto e della sua voce rassicurante, lui non c’era e quasi rideva sotto i baffi del mio fallimento. L’ errore più grave, che né io né Zanna Bianca abbiamo compiuto, è che non bisogna generalizzare una delusione: se un amico ci ha tradito non dobbiamo più non credere nell’ amicizia. Secondo me, nella vita è anche importante allearsi con qualcuno per aiutarsi a vicenda nelle situazioni più difficili. In questo modo anche il mondo che prima ci sembrava tanto crudele potrebbe diventare più bello.

Questo è uno dei più bei libri che abbia mai letto perché penso che abbia anche un grande sfondo educativo. Sono svariati gli insegnamenti che se ne possono trarre, per esempio, quello che al mondo esistono regole che vanno assolutamente rispettate per vivere bene o per sopravvivere, o che finché c’è una speranza, un sogno, qualcosa per cui vivere non si deve mai mollare, ma combattere e tenere duro, oppure, ancora, che esiste una forza a cui bisogna sempre affidarsi e che non conosce alcun limite: L’ AMORE, che vince su tutte le vicissitudini della vita.

Scritto da M. E. A. classe 2E

Pubblicato da: Prof.ssa Daniela Della Longa amministratore | giugno 7, 2013

“IL Nostro Giardino”: dal progetto “Un po’ di Verde in Più”

giardino

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Il nostro giardinopresentazione realizzata da B. L., E. N., M. D. M. classe 2L  T. P.

Progetti ed occasioni per stare assieme

Come negli anni passati anche questo anno ha visto la collaborazione di alcune classi della nostra Scuola con il Circolo di Legambiente n° 1962, nelle vesti di Laura Vigliardi Paravia, Antonio Venturini ed alcuni Volontari, legato al Parco della Cellulosa.

Le due classi, 1 e 2 L, in particolare, hanno partecipato a “Puliamo il Mondo” il 28-09-2012, a “Nontiscordardimé” il 19-03-2013 e ad interventi previsti dal progetto ” Un po’ di Verde in Più “, coordinato dal prof. Becchetti e reso possibile dalla collaborazione dei Docenti dei due consigli di classe e dalla pazienza del personale ATA, sia nel giardino della Scuola, nei giorni 7, 8 e 9 gennaio, che al Parco della Cellulosa il 26 marzo.

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 Lasciatemi dire che è stato piacevole, come sempre, lavorare con questi giovani Studenti. Osservarli zappare, fare buche capienti, mettere a dimora con atteggiamenti spesso scoordinati, ma quasi affettuosi e protettivi verso le piccole piante. Concimare, annaffiare e anche scherzare. E non avrei mai pensato che con i loro telefonini ultimo modello e super accessoriati, con i loro i Pod, così apparentemente distaccati dal mondo reale, potessero avere quella grinta, liberare quell’energia, trascinare sacchi pesanti pieni di rifiuti, lavorare, sudare per poi, alla fine, sedersi, scherzare, contenti per un lavoro fatto decisamente bene. Complimenti!!!

Un ringraziamento particolare va al dott. Giuseppe Pignatti che, gentilmente, si è dimostrato sempre disponibile ad ascoltare i miei propositi e le mie richieste riguardo al progetto “Un Po’ di Verde in Più”. Tramite il “Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura”, ha fornito gratuitamente le numerose piantine della macchia mediterranea che sono state, poi, messe a dimora.

Progetti come quelli citati sono realizzati con l’intento di favorire l’incontro tra Giovani e tra Giovani e Natura e possono servire a migliorare i rapporti interpersonali e a rendere i ragazzi più sensibili e coscienti dei problemi che, tra non molti anni, dovranno affrontare.

Sappiamo bene che problemi così importanti come quelli ambientali coinvolgono tutti e che possono essere risolti solamente se siamo in tanti, e non dico tutti, ad essere d’accordo. Possiamo risolverli se cresciamo con una coscienza sociale e con la cultura della solidarietà.

C’é un altro aspetto, inoltre, a mio avviso,  importante. Vivere con persone solidali, più accorte verso problemi importanti e condividere gli stessi problemi ci fa sentire meno soli. E noi sappiamo quanto i nostri figli possono, a volte, sentirsi soli, anzi anche molto, troppo soli. Ben vengano allora progetti, anche semplici, che ci accomunino, che parlino del problema dell’acqua, di scelte energetiche, di solidarietà.

Forse avremmo l’illusione di vivere in compagnia di persone legate da intenti comuni, in un mondo non dico felice ma almeno decisamente migliore.

 Prof. Marcello Becchetti

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